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Istruzione degli adulti: varato il Regolamento per il riassetto dei CPIA

Ancora una volta per il Governo innovare significa tagliare.

08/10/2012
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Il Consiglio dei Ministri ha licenziato definitivamente il Regolamento per il riassetto organizzativo e didattico dei Centri per l’Istruzione degli Adulti.

Si prevedono 128 istituzioni autonome che si occuperanno di un percorso per il conseguimento del titolo di studio conclusivo del primo ciclo, della  certificazione attestante le competenze di base connesse all’obbligo di istruzione e dell'apprendimento della lingua italiana (L2).

È anche previsto un percorso per il conseguimento del diploma superiore di istruzione tecnica, professionale e artistica i cui corsi però rimarranno "incardinati" nelle istituzioni scolastiche che li ospitano.

Le Reti istituite sul Territorio dovranno farsi carico di organizzare un modello di interlocuzione costruttiva tra i Centri e i Corsi Serali.

L’intervento sugli organici è pesante: il monte ore sia dei Centri che dei Corsi Serali dovrà essere il 70% dei corsi del mattino, nell’ottica del contenimento della spesa pubblica.

Questa notizia si commenta da sola: i bassi livelli di istruzione del nostro Paese, un indice di vecchiaia tra i più alti d'Europa, la percentuale dei migranti, la bassa mobilità sociale che in tempo di crisi genera  dispersione scolastica, richiedono un'Istruzione degli Adulti in grado di dare risposte a queste problematiche.

La risposta dello Stato è  in una Riforma che  in perfetta continuità con tutte le operazioni che hanno riguardato la scuola dalla legge 133 del 2008  “innova” alienando risorse e non reimmettendole in un contesto di crescita. Nonostante  il “decreto Fornero” sulla riforma del mercato del lavoro dedichi proprio a questo tema articoli ed affermazioni importanti.

E' necessario che le Linee guida e i diversi provvedimenti attuativi (per la determinazione degli organici, per la valutazione e la certificazione...) siano oggetto di uno stringente confronto con le Organizzazioni sindacali.

Per questo la FLC CGIL ha già chiesto un incontro al Ministro Profumo: un Paese si valuta anche dall'importanza che dà all'apprendimento permanente come criterio di civiltà.