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Conversione in legge (128/13) del DL 104: il commento della FLC CGIL

Pubblichiamo il nostro commento analitico e una tabella sinottica sulla decretazione successiva.

22/11/2013
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La FLC CGIL, come ha già fatto con il Decreto Legge 104/13 all’atto della sua pubblicazione, ha predisposto un commento al testo della Legge 128/2013 di conversione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 12 novembre 2013.​

Alla luce del testo definitivo, non possiamo che ribadire il nostro giudizio complessivo sul  provvedimento che sicuramente rappresenta una discontinuità rispetto alle politiche finora perseguite dai governi precedenti, fatte di tagli e di “risparmi” che non solo la scuola ma l’intero Paese pagherà duramente negli anni a venire. Anche se non possiamo non sottolineare l’evidente insufficienza delle risorse mobilitate a fronte degli oltre otto miliardi di euro sottratti all’intero sistema della conoscenza pubblica dal 2008 ad oggi.

Il testo della legge presenta alcune novità positive frutto anche delle nostre interlocuzioni coi gruppi parlamentari e proposte emendative che abbiamo attivato e avanzato in sede di conversione del Decreto.

Purtroppo alcuni interventi non si sono rivelati interamente risolutivi e hanno bisogno di interpretazioni e applicazioni coerenti con gli obiettivi di tutela delle istituzioni e del personale. Pensiamo ad esempio al dimensionamento della rete scolastica, che ha bisogno di chiarezza sul numero medio degli alunni per Istituto, come anche al personale inidoneo e ITP il cui utilizzo nella scuola nel biennio 2014-16 deve essere tale da non impedire, come è avvenuto nel passato, l’immissione in ruolo del personale ATA.

Su altri punti ancora (vedi le misure relative alla scuola secondaria superiore) le misure previste sono frammentarie e provvisorie, tali da non inquadrarsi dentro un disegno complessivo e di rilancio, come sarebbe stato necessario.

Resta la totale insufficienza per ciò che concerne la ricerca e le università pubbliche.

Nella legge di conversione permangono le invasioni di campo contrattuale. Fatto per noi inaccettabile.

Inoltre l’alto numero di decreti successivi (27) aumenta le problematicità di questo provvedimento dal momento che non si può valutare l’esatto punto di approdo di molte misure. A questo proposito abbiamo già aperto le interlocuzioni con il Miur per migliorare  in sede applicativa i singoli provvedimenti.

Per facilitare la lettura ai nostri navigatori abbiamo predisposto un commento analitico, misura per misura e una tabella sinottica sulla decretazione successiva.