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8 ottobre. L'orgoglio del lavoro pubblico a Roma

Fervono i preparativi della manifestazione. Dalle ore 14 la web-cronaca e la diretta audio di RadioArticolo1. A seguire dalle 16.30 la diretta video.

07/10/2011
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Sono docenti, ricercatori, medici, educatori, tecnici, impiegati, infermieri, vigili del fuoco, netturbini, musicisti... sono lavoratori delle istituzioni e amministrazioni pubbliche, responsabili di servizi fondamentali per tutti i cittadini. Non sono fannulloni, come li dipinge un governo incompetente e decotto solo per tagliare loro gli stipendi.

Si stanno già muovendo, almeno quelli che vivono più lontani dalla capitale, con treni, pullman, navi, automobili verso Roma per gridare che senza il pubblico i cittadini sono privati dei loro diritti, anche quelli garantiti dalla Costituzione. L'istruzione, la sanità, la ricerca, la protezione civile, la pulizia urbana danno senso alla cittadinanza e fanno civile un paese. Chi si occupa di istruirci e di formarci, chi si occupa della nostra salute, chi ci assiste se siamo in difficoltà, chi ci soccorre nelle calamità, chi trova nuove cure contro le malattie, chi tutela l'ambiente...: questo è il settore pubblico che il governo vuole smantellare, per fare arricchire pochi sui bisogni e sui diritti di tutti.

Alla manifestazione, promossa dalla CGIL, dalla FLC CGIL. dalla FP CGIL, stanno arrivando tantissime adesioni. Prima fra tutte quelle delle associazioni degli studenti che, già dall'inizio dell'anno scolastico, stanno denunciando lo stato comatoso in cui il governo ha gettato la scuola. Hanno aderito i precari pubblici che vogliono dare un taglio alla politica dei tagli e spiegano che di fronte alla crisi c'è più bisogno di stato e non di privato. Hanno aderito associazioni professionali, culturali, ambientali, di genitori, molte delle quali sono state tra i promotori degli stati generali della conoscenza. Hanno aderito rispondendo all'appello di Domenico Pantaleo che spiegava lo spirito della manifestazione: “aperta a quanti condividono la nostra voglia di cambiare e hanno fiducia che ciò sia possibile”.

La protesta del lavoratori pubblici - ha detto Fulvio Fammoni segretario confederale della CGIL - riguarda tutti i cittadini che si trovano a pagare più tasse per avere meno servizi.

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