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8 ottobre in piazza perché cambiare si può

Pantaleo scrive ai promotori degli Stati Generali della Conoscenza invitandoli a manifestare con la CGIL per il rilancio dei servizi pubblici

23/09/2011
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Più che una lettera è un appello, quello che il segretario generale della FLC CGIL scrive alle 32 associazioni che hanno promosso con successo gli Stati generali. È un appello alla coscienza di ciascuno, affinché la società civile si mobiliti e acquisti fiducia nel cambiamento. Abbiamo tutti un obiettivo comune: uscire dalla crisi economica e morale, ridare un futuro ai giovani e al Paese. Per questo il “pubblico” in termini di istruzione, ricerca, servizi alla persona può essere uno straordinario volano di sviluppo.

Ecco il testo della lettera:

"Pubblico è futuro" sarà questa la parola d’ordine della grande manifestazione nazionale promossa dalla CGIL, dalla FLC CGIL e dalla FP CGIL a Roma l’8 ottobre.

Ancora un appuntamento di lavoratori e di popolo per esprimere il radicale dissenso su una manovra finanziaria che colpisce pesantemente il lavoro pubblico e lo stato sociale, distrugge i diritti nel lavoro e non favorisce né la crescita né l’occupazione.

Il nostro Paese per uscire dalla crisi ha bisogno di cambiare profondamente il suo modello di sviluppo. Sarebbe una grande sfida. Ma il Governo sa solo tagliare la spesa sociale ed è incapace di investire nel futuro. Esclude le nuove generazioni dal lavoro, scaricando su di esse buona parte dei costi della crisi.

Ad aggravare la situazione la gigantesca questione morale che pesa su Berlusconi e il Governo, screditandoli sul piano internazionale e marcando una frattura con i problemi reali dei cittadini: alla crisi economica si intreccia sempre più la crisi democratica.

La CGIL  ha dimostrato che era possibile un'altra manovra per garantire la crescita, l'occupazione, l'equità e la giustizia. Ha presentato una piattaforma per ridare centralità al lavoro e alle protezioni sociali come fattore anche di coesione.

Vogliamo realizzare una vasta rete di alleanze sociali per ricostruire identità collettive capaci di ridare fiducia alle persone. Al lavoro pubblico bisogna ridare la dignità di funzione sociale necessaria per garantire i diritti di cittadinanza. La riconquista del contratto nazionale e della contrattazione, la valorizzazione professionale, la difesa della libertà e dell'autonomia sono condizioni decisive per migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini.

Vogliamo ridare valore al lavoro e cancellare le norme che lo avviliscono.

Vogliamo fare della conoscenza il volano per una diversa qualità della crescita e come chiave del benessere e cancellare i tagli pesantissimi a istruzione e ricerca.

Democrazia e conoscenza sono interdipendenti tra loro in quanto formazione e informazione determinano inclusione o esclusione dalla società.

Gli Stati generali della Conoscenza sono stati un’esperienza che ha arricchito tutti noi che li abbiamo voluti e vissuti e hanno avuto il merito di rimettere al centro dell'attenzione la conoscenza come bene comune, principio base per un progetto di rinnovamento sociale e di ricostruzione democratica ed etica del nostro Paese. Occorre dare continuità a quella esperienza che ha superato ogni parzialità per costruire una rete ampia di soggetti impegnati a progettare vere riforme della scuola, dell'università, dell'afam e della ricerca pubblica.

Siamo convinti che un sentire e un’azione comune siano necessari per affrontare l’insieme delle emergenze che il nostro Paese sta vivendo, purché l’intera società civile abbia coscienza che cambiare si può.

Con questo spirito chiediamo la vostra adesione alla manifestazione dell'8 Ottobre che vuole essere aperta a quanti condividono la nostra voglia di cambiare e hanno fiducia che ciò sia possibile